Intervista alle studentesse della Parsons NY//Interview to Parsons’ students

Non sono stati solo gli studenti della Central Saint Martins’ a visitare l’Umbria in vista del nostro Award, ma anche due studentesse della Parsons New School of Design (New York) hanno trascorso qualche giorno tra le aziende e le città umbre per farsi un’idea della posta in gioco di UCDA15.

Abbiamo fatto a Varpu e Katherine qualche domanda sul cashmere e l’Umbria, ecco come ci hanno risposto.

Potete presentarvi brevemente?

Varpu:  Sono Varpu Rapeli, ho 26 anni e vengo da Helsinki, Finlandia.

Katherine: Io sono Katherine Mavridis, ho 24 anni e sono di Sydney, Australia.

Da quanto studiate nel mondo della moda?

V.: Questo è il mio sesto anno di studi, dopo la laurea breve conseguita al  Lahti Institute of Design,  da due anni frequento il Master in Fashion Design and Society alla Parsons di New York.

K.: Questo sarà il mio sesto anno di fashion design. Dopo 4 anni alla University of Technology di Sydney, sono venuta a New York nel 2013 per i 2 anni di master in Fashion Design and Society con Shelley Fox.

Avevi mai lavorato prima con il cashmere?

V.: No, non avevo mai lavorato esclusivamente sul cashmere prima d’ora.

K.: No, mai finora.

Puoi descrivere il cashmere in 3 parole?

V.: Lussuoso, leggero, duraturo.

K.: Lussuoso, morbido, unico.

Cosa ne pensi di questa esperienza con il cashmere Umbro?

V.: E’ stata un’esperienza davvero incredibile. L’opportunità di lavorare con un’azienda italiana è un privilegio raro che desidero con tutto il cuore. Già soltanto poter visitare un’azienda e vedere il processo di un capo che passa dalla filatura alla produzione è stato affascinante. Ma, soprattutto, poter visitare la meravigliosa Perugia è stato già un premio di per sè, specialmente venendo da una città caotica come New York.

K.: E’ stata una di quelle esperienze che ti capitano una volta nella vita, non solo imparare a lavorare con un materiale del genere, ma anche poter conoscere persone meravigliose in Umbria.

Puoi dirci qualcosa del tuo progetto per l’Umbria Cashmere District Award15?

V.: Il mio progetto affronta la maglieria attraverso gli occhi di un artista astratto, ovvero: come sovrapporre il colore nella maglia in maniera creativa e intuitiva. Per me ha avuto una grande influenza l’arte di Mark Rothko. Nel procedimento di creazione del modello ho incluso varie forme di bozzetti: il disegno astratto, la drappeggiatura sul corpo e il disegno direttamente sulla tela. Questo ha portato a dei capi dalla tessitura molto complessa, con linee sia verticali che orizzontali di colori, filati e strutture diverse. Parte della mia collezione è visibile sul mio sito internet: www.varpurapeli.com

(www.varpurapeli.com)

www.varpurapeli.com

(www.varpurapeli.com)

www.varpurapeli.com

K.: Il mio progetto esplora i tessuti nelle forme più ridotte: tubi connessi ad altri tubi, con aperture, pieghe e modifiche (come la loro unione) per creare concentrazione e interesse. Ho esplorato questi concetti usando la fune e sviluppando queste idee verso elementi più indossabili all’interno del raggio delle possibilità della maglieria.

www.katherinemavridis.com

www.katherinemavridis.com

Credi che questa esperienza sarà utile per la tua carriera in futuro?

V.: Senza dubbio. E’ un’esperienza unica che sicuramente mi aiuterà per i prossimi anni.

K.: Sicuramente mi aiuterà molto, visto tutto ciò che ho imparato in questa esperienza incredibile. Sono anche riuscita a comprendere il processo della maglieria su macchinari industriali e a interagire con tecnici di talento.

Dove ti vedi tra 5 anni?

V.:  Credo che sarà sempre in questa stessa situazione: realmente interessata ad esplorare tutte le possibilità della maglieria. Ora che sono all’inizio della mia carriera come stilista è solo l’inizio del viaggio, tra 5 anni sarò responsabile di qualcosa di più grande. Sarò a New York, come ora, a meno che non arrivi qualche grande opportunità dall’Europa. Sicuramente lavorerò con il cashmere, magari usandolo come uno dei materiali principali della mia maglieria. Ma non voglio precorrere troppo i tempi! Poi, proprio come adesso, terrò gli occhi ben aperti per tutto ciò che di incredibile ha da offrire la vita, la mia curiosità cresce giorno dopo giorno.

K.: Mi vedo lavorare come stilista di maglieria per una grande azienda, oltre che per la mia piccola linea personale.

CSM’s students weren’t the only ones to visit Umbria before our Award. Also a couple of students from Parsons NYC spent a few days in our companies and towns to get an idea of what’s at state for UCDA15.

We asked Varpu and Katherine a few questions on cashmere and Umbria. Here’s what they told us.

Can you briefly introduce yourselves?

Varpu: I’ Varpu Rapeli, 26 years old, from Helsinki, Finland.

Katherine: My name is Katherine Mavridis, I’m 24 years old and I’m from Sydney, Australia.

How many years have you been studying fashion?

V.: This is my sixth years of studying fashion, I have a 4-year BA degree from Lahti

Institute of Design and now two years of studying MFA Fashion Design and Society

at Parsons, New York.

K.: This will be my sixth year studying fashion design – I did a 4 year undergraduate degree at the University of Technology, Sydney and I came to New York in 2013 for the 2 year MFA Fashion Design and Society program with Shelley Fox.

Have you ever worked with cashmere before?

V.: I have never worked specifically with cashmere before.

K.: No I have never worked with Cashmere before.

Can you describe cashmere fabric using 3 words?

V.: Luxurious, lightweight, life long.

K.: Luxurious, soft, unique.

What do you think of this experience with Umbrian cashmere?

V.: The experience was truly amazing. The opportunity to work with a factory in Italy is a

rare privilege I embraced with all my heart. Just being in the factory and seeing the

process of a garment going into a pattern and swatches to production was

mesmerizing. But on top of that just to be in beautiful Perugia was a price itself,

especially when coming from always busy New York.

K.: It was a one in a lifetime experience, not only learning and working with such an incredible material, but also with the amazing people of Umbria.

Can you tell us something about your project for the Umbria Cashmere District

Award15?

V.: My project approaches knitwear through the eyes of an abstract artist: how to layer

color in knitwear in creative, intuitive ways. A strong influence for me was the art of

Mark Rothko. My process included various forms of sketching through model

making, abstract drawing, draping on a body and drawing straight on the toiles. This

involved into complex knitted garment that employ vertical and horizontal lines of

different color and/or different yarn and/or different knit structure. Part of the

collection can be seen on my website www.varpurapeli.com

K.: My project explores garments in their most reduced forms – tubes connected to other tubes, with openings, folds and fashioning (joining of the tubes) creating focus and interest. I explore these concepts using tubes constructed of rope and then I continue these ideas into more wearable elements within the possibilities of knitwear.

Do you think it is going to be useful for your future career?

V.: Absolutely. It is unique to have this kind of a experience, it fill definitely feed me

years to come.

K.: It will most definitely be useful as I have learnt so much from this incredible experience. I have also been able to understand the process of knitting on industrial machines as well as liaising with the talented technicians.

Where do you see yourself in 5 years?

V.: In five years time I am still in the same position than I am now: truly exited about

knitwear and all it’s possibilities. Now that I am starting my career as knitwear

designer I am still in the very beginning of the journey, in 5 years I will be responsible

for something bigger that now. I will stay in New York and I will be here in five years

as well, unless a great opportunity from Europe comes along. I will definitely be

working with cashmere, most likely using it as a one of the core materials for my

knitwear. But I do not want to look too far ahead of time! Then, as well as now, I will

keep my eyes wide open for everything amazing in life, my curiosity growing every

day.

K.: I see myself working as a knitwear designer for a high end label as well as running a small private line of my own.

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